giovedì 3 marzo 2011

Titolo - Sottotitolo

SPIGOLATURE 

di Renzo Balmelli 

INCOGNITE - E’ già successo e continua ad accadere. Uno alla volta, la nemesi che non fa sconti se li porta via, i tiranni sanguinari che nell’ultimo rantolo di fronte al baratro si abbandonano alle carneficine e alle peggiori ignominie contro il loro popolo. Gheddafi prima di sprofondare sbraita, massacra, bombarda la sua gente in un miscuglio di terrore e di propositi farneticanti per la sua sconfinata vanità ferita. Ma gli eventi che hanno incoraggiato la rivolta in Tunisia, in Egitto, in Bahrein, nello Yemen e persino nell'impenetrabile Arabia Saudita segnano la fine ineluttabile di un’era in cui sono saltati tutti i vecchi schemi fondati sul non rispetto dei diritti umani. Non sappiamo pero' dove porterà l’insurrezione, se verso una nuova identità affrancata dalle catene oppure a un domani carico di incognite. Il tramonto di una dittatura non sempre annuncia l’alba della democrazia.

AMIBIGUITA’ - Pare la Pompei dimenticata da Bondi la caduta dei regimi arabi. Ogni giorno se ne stacca un pezzo e solo ora l’Occidente sembra misurare la gravità della situazione dopo anni di ambiguità, di colpevoli silenzi, di pacchiani ammiccamenti. Quanto hanno nicchiato le Cancellerie e come sono ancora vivide le immagini dei politici italiani, ma non solo loro, in fila nella tenda beduina a invocare San Petrolio. Nella forzata coesistenza di interessi e valori inconciliabili, Washington, grazie all’istinto di Barack Obama, è riuscita a emergere dalla parte giusta della crisi, ma non senza ambiguità e calcoli strategici. Alla fine alla Casa Bianca ha prevalso l'ipotesi che la “Rivoluzione dei gelsomini” puo' essere il preludio di una nuova cultura politica da sostenere con decisione. Se dovessero prevalere la violenza e la restaurazione, molto seria sarebbe in questa parte del mondo la minaccia di in una grande guerra dagli esiti catastrofici.

PIETA’ - Anni fa fece scalpore un film della BBC sul calvario delle popolazioni africane in fuga dalla repressione e dalla fame. I profughi, raggiunte le coste europee, venivano falciati dalle raffiche di mitraglia prima di sbarcare. Negli scenari che si vanno delineando dopo i rivolgimenti nel nord Africa non è esagerato pensare che la realtà possa superare la fantasia. Ormai i popoli repressi non li ferma piu' nessuno, nemmeno il muro dell’intolleranza e le barriere di cemento di cui vagheggia la destra xenofoba. Per non aggiungere tragedia a tragedia, adesso tocca all’Europa elaborare una strategia umanitaria affinché la deriva populista in cui la pietà s’è persa non abbia il sopravvento sulla solidarietà.

ORGOGLIO - E’ un dato inoppugnabile di cui si è avuta conferma alle elezioni di Amburgo stravinte dai socialdemocratici : la sinistra è il buon samaritano a cui ci si rivolge con fiducia per porre rimedio ai guasti delle coalizioni borghesi di stampo neo-capitalista. E se in Germania alla vigilia di un super-anno elettorale la SPD ritrova il suo bastione e il suo orgoglio , non si vede perché la stessa cosa non debba accadere anche in Italia in alternativa allo spettacolo allucinante offerto da Berlusconi&Co. Fare sondaggi adesso è un azzardo, ma da giorni circolano tabelle e dati dai quali si evince che il sorpasso non sarebbe una chimera se l’opposizione, accantonati i dissapori interni, riuscisse finalmente a elaborare la piattaforma per una federazione democratica capace di raccogliere ampi consensi anche tra coloro che hanno votato il Cavaliere e ora ne sono disgustati . Se ha funzionato lo “Yes, we can”, o lo “Ja, wir können es”, non c’è ragione perché non funzioni anche in italiano.

HAREM - Sconcerta l’atteggiamento della destra sia maschile che femminile verso la stragrande maggioranza delle italiane alle quali ripugna il modello di relazione tra uomo e donna ostentato dal premier. I suoi editorialisti di punta ironizzano sull’harem a pagamento dell’Ol(r)gettina, danno del bigotto a chi pensa che le minorenni debbano andare a scuola anziché ai festini, rovesciano valanghe di sarcasmo su Rosy Bindi, avversaria intransigente del sultano: è la “vergine del Pd”, l’avanguardia di una lugubre quaresima dei sensi, l’alfiere del giustizialismo giacobino. Peggio fanno gli intellettuali grandi-firme noleggiati da Arcore: scrivono che le donne “sono sedute sulla loro fortuna” e che questo è un caposaldo del pensiero liberale. Da brivido. Dopo il fascismo cosi’ in basso non era finito mai nessuno.

FASCINO - Grazie all’intraprendenza di Silvio B. un nuovo prodotto si è aggiunto al made in Italy: il bunga-bunga da esportazione. Ad aprire le danze , è proprio il caso di dirlo, sarà la chiacchieratissima Ruby invitata da un matador locale al ballo dell’opera di Vienna. L’ex capitale dell’Impero è sconcertata. Nell’Ottocento per piegare la resistenza dei milanesi il feldmaresciallo Radetzky che oltre alle marce amava le maniere forti proibi’ loro di fumare il sigaro. Sarà interessante vedere cosa escogiteranno ora le dame dell’high society viennese, scandalizzate dall’affronto. Ma nello scambio tra wienerschnitzel ed escort del sultano, è assai probabile che il fascino del proibito finisca col prevalere sul bon ton.

Destini terremotati

SPIGOLATURE 

di Renzo Balmelli 

DESTINI - Biblica la furia del terremoto, bibliche le piaghe che affliggono Haiti a un anno dal sisma. Corruzione, epidemie, la precarietà del futuro formano la tela di fondo dell’isola caraibica un tempo capace di spezzare da sola le catene del colonialismo e ora prostrata dalle calamità e dalla colpevole incuria di chi l’ha sfruttata fino al midollo. Al mondo gli haitiani chiedono di non essere lasciati soli per non cadere nel destino comune ai terremotati: l’oblio mediatico. E’ successo anche all’Aquila, trasformata fin quando è tornato comodo nel teatrino propagandistico della maggioranza. Una delle tante pagine ingloriose di questo scalcinato governo.

CONTAGIO - Ecco un altro sodale di Berlusconi che sotto la tenda guardata a vista da vistose amazzoni non dorme sonni tranquilli. Il vento della protesta che soffia da settimane nell’area mediterranea potrebbe contagiare anche la Libia di Gheddafi. Da Bengasi e Tripoli il paese soffoca nella stretta del regime e presto malumori e insofferenze, soprattutto tra gli studenti, potrebbero esplodere nelle manifestazioni di piazza. Attraverso i social network anche in Libia, come già in Egitto e Tunisia, si preparano le “giornate della collera” contro le quali la dittatura del colonnello sta già predisponendo un imponente e minaccioso apparato repressivo.

L'ALTRO LATO DELLA MEDAGLIA - Anni fa se in Svizzera si verificava un fatto di cronaca nera, i cronisti dell’epoca si stupivano che cose simili potessero accadere “anche nel nostro pacifico paese”. L’iconografia di Heidiland tra monti, valli in fiore e mucche al pascolo era salva. In questi giorni il mito ha subito pesanti incrinature. La vicenda delle gemelline scomparse col padre suicida, il caso del signore fuggito in Italia con i due figli, la mattanza in un paesino per i quattro soldi dell’eredità, hanno mostrato il rovescio della medaglia.

ORRORE - A volte si registrano situazioni in cui non basta l’intero vocabolario per esprimere lo sdegno, diciamo l’orrore che sale dal profondo del cuore. Si resta sconvolti in tutte le fibre a leggere i nazistoidi commenti sull’orribile fine di quattro bimbi rom periti nel rogo alla periferia di Roma. “Morti poco importanti” - cosi’ li hanno definiti alcuni brutti ceffi della destra. “Persino ai cagnolini si puo’ insegnare di non fare pipi’ sui muri. Ai nomadi no.” Ma poco importa da che parte stiano. A sentirli vituperare e ingiuriare un’etnia e le sue vittime innocenti viene da chiedersi, come farebbe Primo Levi, se questi siano uomini. No, decisamente no!

VELO - Erano diventate un mistero buffo le assidue frequentazioni del premier a Sofia. A spiegarle non bastavano gli editti editti bulgari. Nella stravaganza del bunga-bunga adesso si è alzato un velo: si trattava di viaggi del faraone e dei suoi cortigiani con il conforto”

spirituale” delle escort. E costui , al colmo della spudoratezza, dopo il rinvio a giudizio non solo osa parlare di “ schifo eversivo” da parte di chi lo critica, ma minaccia nientemeno di fare causa allo Stato. Il mondo alla rovescia. Cosi’ il Cavaliere vuole sfuggire ai fatti e alle sue responsabilità. Meglio sarebbe se cominciasse a fare causa a se stesso.

DIGNITA’ - E’ tempo di mobilitazione per il decoro della Repubblica ridicolizzata dai festini di Arcore e dalla balla colossale della falsa nipotina di Mubarak. Si risveglia la cifra intellettuale dell’azionismo di stampo torinese in cui si rispecchia l’Italia migliore, seria e composta. Si muovono le donne che il giorno 13 gennaio scenderanno in campo per difendersi dalla svalutazione del pensiero e della volontà femminile oltraggiata dal machismo del sultano. Quando la cultura si avvicina alla politica e la arricchisce è il segnale della fine per un regime popolato di fantasmi che ora avrà un motivo in piu’ da aggiungere alle proprie ossessioni.

mercoledì 16 febbraio 2011

Destini terremotati

di Renzo Balmelli 

DESTINI - Biblica la furia del terremoto, bibliche le piaghe che affliggono Haiti a un anno dal sisma. Corruzione, epidemie, la precarietà del futuro formano la tela di fondo dell’isola caraibica un tempo capace di spezzare da sola le catene del colonialismo e ora prostrata dalle calamità e dalla colpevole incuria di chi l’ha sfruttata fino al midollo. Al mondo gli haitiani chiedono di non essere lasciati soli per non cadere nel destino comune ai terremotati: l’oblio mediatico. E’ successo anche all’Aquila, trasformata fin quando è tornato comodo nel teatrino propagandistico della maggioranza. Una delle tante pagine ingloriose di questo scalcinato governo.

CONTAGIO - Ecco un altro sodale di Berlusconi che sotto la tenda guardata a vista da vistose amazzoni non dorme sonni tranquilli. Il vento della protesta che soffia da settimane nell’area mediterranea potrebbe contagiare anche la Libia di Gheddafi. Da Bengasi e Tripoli il paese soffoca nella stretta del regime e presto malumori e insofferenze, soprattutto tra gli studenti, potrebbero esplodere nelle manifestazioni di piazza. Attraverso i social network anche in Libia, come già in Egitto e Tunisia, si preparano le “giornate della collera” contro le quali la dittatura del colonnello sta già predisponendo un imponente e minaccioso apparato repressivo.

L'ALTRO LATO DELLA MEDAGLIA - Anni fa se in Svizzera si verificava un fatto di cronaca nera, i cronisti dell’epoca si stupivano che cose simili potessero accadere “anche nel nostro pacifico paese”. L’iconografia di Heidiland tra monti, valli in fiore e mucche al pascolo era salva. In questi giorni il mito ha subito pesanti incrinature. La vicenda delle gemelline scomparse col padre suicida, il caso del signore fuggito in Italia con i due figli, la mattanza in un paesino per i quattro soldi dell’eredità, hanno mostrato il rovescio della medaglia.

ORRORE - A volte si registrano situazioni in cui non basta l’intero vocabolario per esprimere lo sdegno, diciamo l’orrore che sale dal profondo del cuore. Si resta sconvolti in tutte le fibre a leggere i nazistoidi commenti sull’orribile fine di quattro bimbi rom periti nel rogo alla periferia di Roma. “Morti poco importanti” - cosi’ li hanno definiti alcuni brutti ceffi della destra. “Persino ai cagnolini si puo’ insegnare di non fare pipi’ sui muri. Ai nomadi no.” Ma poco importa da che parte stiano. A sentirli vituperare e ingiuriare un’etnia e le sue vittime innocenti viene da chiedersi, come farebbe Primo Levi, se questi siano uomini. No, decisamente no!

VELO - Erano diventate un mistero buffo le assidue frequentazioni del premier a Sofia. A spiegarle non bastavano gli editti editti bulgari. Nella stravaganza del bunga-bunga adesso si è alzato un velo: si trattava di viaggi del faraone e dei suoi cortigiani con il conforto”

spirituale” delle escort. E costui , al colmo della spudoratezza, dopo il rinvio a giudizio non solo osa parlare di “ schifo eversivo” da parte di chi lo critica, ma minaccia nientemeno di fare causa allo Stato. Il mondo alla rovescia. Cosi’ il Cavaliere vuole sfuggire ai fatti e alle sue responsabilità. Meglio sarebbe se cominciasse a fare causa a se stesso.

DIGNITA’ - E’ tempo di mobilitazione per il decoro della Repubblica ridicolizzata dai festini di Arcore e dalla balla colossale della falsa nipotina di Mubarak. Si risveglia la cifra intellettuale dell’azionismo di stampo torinese in cui si rispecchia l’Italia migliore, seria e composta. Si muovono le donne che il giorno 13 gennaio scenderanno in campo per difendersi dalla svalutazione del pensiero e della volontà femminile oltraggiata dal machismo del sultano. Quando la cultura si avvicina alla politica e la arricchisce è il segnale della fine per un regime popolato di fantasmi che ora avrà un motivo in piu’ da aggiungere alle proprie ossessioni.

mercoledì 9 febbraio 2011

Troppe ambiguità nei palazzi del potere

di Renzo Balmelli 

INCOGNITE - Troppe sangue nelle strade, troppe ambiguità nei palazzi del potere, troppe indecisoni nelle cancellerie. Per l’Egitto è arduo ipotizzare un rapido ritorno alla normalità . Sappiamo che è finita la grande illusione di Mubarak , alfiere del mondo arabo laico e moderato, ritenuto capace di contenere le folate dell’integralismo islamico. Ma ignoriamo come andrà a finire. Per tanti anni il rais è tornato utile a Israele e all’occidente sulla scacchiera mediorientale, ma non è meno vero che ha usato gli strumenti peggiori della repressione per mantenere il potere. E quando cade il despota si rinnova la storia di Sansone e i filistei: il crollo è rovinoso. Nella prospettiva di un domani gravido di incognite, il timore è che finiscano col prevalere la svolta fondamentalista o l’anarchia. Entrambi pericoli letali per i già fragli equilibri dell’intera regione.

PRIMATO - Se già non c'è dentro in pieno, l'Italia con questo governo che non governa e finge di ignorare la vergogna planetaria in cui ha precipitato il paese, rischia di trovarsi ben presto sulla soglia dell'emergenza democratica. Ormai occorre tutta l'autorevolezza superpartes del Capo dello Stato, inflessibile custode delle Istituzioni, per frenare l'arroganza della maggioranza e richiamare all'ordine una coalizione che considera le leggi come un noioso ostacolo alle propria visione egemonica del potere. L'inguardabile teatrino del federalismo, imposto con un vero e proprio esproprio eversivo, ha segnato un altro passo verso un sistema che considera <>il sopruso istituzionale come un modello di condotta acquisito , da prendere in toto senza discussioni. Per placare l’ira dei leghisti, furiosi con la Bicamerale che ha bocciato il decreto,ma soprattutto per salvare con i denti l'indispensabile alleanza con Bossi che tiene in ostraggio il Pdl, il Consiglio dei ministri, sempre piu' simile a un animale ferito che sente prossima la fine, non ci ha pensato due volte a ribaltare la votazione con un colpo di mano inaudito, un primato dell’insolenza anti-istituzionale . In quest'ordine di idee, lo stop di Napolitano, non certo felice per l'incredibile strappo alle regole costituzionali, non lascia spazio a equivoci di sorta e sottolinea tutta la gravità della situazione che appunto perché tale nega al premier e alla sua compagine l'auorità morale per guidare il paese.

ALTERNATIVA - All’estero, dove l’operosità degli emigranti compensa a livello d’immagine i disastri della casta, ci si chiede come mai il Cavaliere riesca a sopravvivere ai baccanali consumati in quantità industriale. Purtroppo non per merito suo, ma piuttosto per demerito degli avversari. Ormai l’unico servizio che il premier potrebbe rendere al paese sarebbe un passo indietro senza il quale le istituzioni sarebbero fatalmente votate al logoramento. Ma il ricambio richiede una fase di preparazione che la sinistra, litigiosa e divisa, dura fatica a portare a compimento. L’Italia è la sola democrazia europea in cui non esista un grande partito socialista o socialdemocratico in grado di essere oggi la principale forza di opposizione e domani l’unica alternativa di governo capace di frenare la deriva e riportare a Palazzo Chigi il senso del decoro. Un'anomalia in cui la destra sguazza a piacimento.

SCHERZETTO - Ahi, ahi! Questa volta la stampa berlusconiana che aveva inserito Carla Bruni nell’elenco dei “comunisti da salotto” quale probabile sostenitrice di Cesare Battisti dovrà ricredersi. Smentendo i censori usi a scavare nel fango, la first lady dell’Eliseo , per ragioni facilmente intuibili ha negato di appartenere alla gauche assicurando che in Francia non ha mai votato per i socialisti, ma solo per il marito. “Quelqu’un m’a dit” segno’ il fortunato esordio della signora Sarkozy nel folk. Qualcosa ci dice che i suoi fustigatori si stanno rodendo il fegato per lo scherzetto dell’ex top-model.

BALCONE - Ai nostalgici sono venuti i lucciconi : il balcone di Palazzo Venezia, palcoscenico prediletto del Duce, tornerà agli antichi splendori e sarà riaperto al pubblico. Non è revisionismo, ci mancherebbe: cade solo la damnatio memoriae del balcone , non dei delitti del fascismo e dell’uomo che dall'infausto pulpito con l’entrata in guerra trascino’ l’Italia nell’abisso. Pero’, pero’, con l’aria che tira è fin troppo facile prevedere che alcuni potebbero vagheggiare il ritorno alle adunate oceaniche aggiornate allo spirito dei tempi. E non è meno facile provare a immaginare con chi rinnoverebbero l'appuntamento.       

martedì 25 gennaio 2011

Capolinea

di Renzo Balmelli 

ZIMBELLO - Giunto al capolinea dopo essere diventato lo zimbello del mondo, il Cavaliere dichiara guerra alla patria. Per difendersi non ha nessun scrupolo a coinvolgere lo Stato nella sua vergogna. Eppure dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che nell’osceno sabba del caso Ruby, il tragico ventennio berlusconiano giunge inesorabilmente al suo compimento. La Daemmerung tuttavia farà molto male al paese. Sarà come suonare il violino sul Titanic che affonda mentre il satrapo e i "cortigiani vil razza dannata" rubano ai poveracci il posto sulle scialuppe. Ci aspettavamo giorni difficili - profetizza Giuseppe d’Avanzo - ci attendono lacrime e sangue. In un crescendo di ansietà ci si chiede fino a quando durerà lo sconcio che rischia di ridurre l’Italia a caricatura di una democrazia occidentale. Per chi verrà dopo, considerata la gravità dei danni, è improbo immaginare come si riuscirà a trovare il modo per riconferire alla politica e alle istituzioni la dignità perduta.

SCAMPOLI - Il drappello dei cosidetti deputati " responsabili" ( ma non sono piuttosto irresponsabili?) ha dunque cambiato casacca - non è noto a quali condizioni - per salvare dal naufragio la caravella berlusconiana. Sono la " terza gamba" che assolve le intemperanze con varie argomentazioni anche a costo di prolungare l'agonia. Ma per le corbellerie che raccontano ai cronisti per loro sarebbe piu' azzeccato il paragone col naso di Pinocchio. Forse non basterà per rimpolpare la maggioranza , intanto pero' il premier si gode la boccata d'ossigeno che lo rende baldanzoso al pari del sostegno popolare che i suoi tromboni confezionano per allietare i passatempi del sultano. “Guarda- dice una elegante signora ad una amica – lo voterei ancora e ancora per far dispetto a chi se la prende con lui solo perché gli piacciono le donne.”  Da brivido. Sembra di essere al Grande Fratello, ma non è la trama di un gossip.

IPOCRISIA - Santità che autogol! Anche a molti cattolici è parso sopra le righe il duro monito del Papa contro l’educazione sessuale nel momento in cui i codici morali della destra, cui non è mai venuto meno il sostegno delle gerarchie ecclesiastiche, finiscono sotto la suola. A ragion veduta lo studio dell’eros, con programmi seri ed equilibrati atti a valorizzare la sfera affettiva, dovrebbe rappresentare caso mai il migliore antidoto alla banalizzazione e alla deriva paventata dal Vaticano. Raccontare l’ amore con garbo e il rispetto dell’altro è sicuramente piu’ gratificante della devastazione offerta in spettacolo dagli eccessi e dall’ipocrisia dei falsi uomini di fede che affollano le stanze del potere.

OBBLIGHI - L'Italia è priva di una guida, e mai come adesso si avvertono tutte le perniciose ricadute dell’ingovernabilità. Mentre l’esecutivo annaspa, in Afghanistan si continua a morire nella piu’ totale confusione. I militi del contingente italiano lamentano la latitanza della politica che accentua il senso di precarietà e di abbandono. Con la massima urgenza serve un cambio di strategia e delle regole di ingaggio che eviti di esporre i soldati alla roulette russa delle imboscate. Ma la mancanza di una leadership credibile finisce col rendere ancora piu’ tristi anche le cerimonie funebri. Siamo dunque arrivati alla domanda capitale: si giustifica ancora il proseguimento di una missione di pace che sul terreno è pero’ un bollettino di guerra listato a lutto? Con ogni evidenza no.

EPICENTRO - Guarda, guarda. C’è lo zampino dell’Italia nella biografia del presidente tunisino, protagonista di una fuga ingloriosa dal suo paese. In pochi sanno che a quel posto Ben Ali ce lo ha messo a suo tempo Palazzo Chigi con un “ golpe bianco” combinato in tutta segretezza dal tandem Craxi Andreotti. Il vecchio Burghiba, stanco e malato, era considerato un rischio troppo alto per la stabilità della regione. Il risultato dell’ operazione fu l’avvento di un regime autoritario e corrotto che ora, al culmine della crisi, rischia di essere l’epicentro di una rivolta in grado di infiammare l’intero Maghreb. A sentire Gianni De Michelis, ex ministro degli esteri e festaiolo impenitente tuttora molto ascoltato da Berlusconi, l’intervento fu un successo, ma le Tangentoli sulle due sponde del Mediterraneo raccontano un’altra verità.

RICATTO - Gettata la maschera, è tornata la destra prepotente, aggressiva. E non è un bel vedere. E' la destra della Palin che con le sue allucinanti liste di proscrizione e l’odiosa campagna anti-Obama è sfociata nella tragedia di Tucson. O ancora la destra magiara che mette il bavaglio alla libertà di espressione e strizza l’occhio ai nostalgici del * Sieg heil”. Ma anche la destra che spadroneggia a Mirafiore imponendo una riscrittura radicale e unilaterale del patto fra capitale e lavoro. Un ricatto da padrone delle ferriere che subordina il diritto all’occupazione a restrizioni umilianti. Ha stupito tutti la tiepida reazione di Palazzo Chigi all’accordo sulla FIAT. Ora ne abbiamo capito le ragioni. All’infuori dei festini, a costoro cosa volete che gliene importi se la classe operaia va o non va in paradiso.

VERTICE - All’incirca trentanni fa grazie a Gorbaciov accolto trionfalmente a Washington, iniziava una nuova era nelle relazioni internazionali. Si poteva cominciare a riscrivere , senza il timore di ritorsioni, gli assetti usciti da due guerre: quella mondiale e quella fredda. L’accelerazioni impressa alla storia da quegli eventi è stata tale che ora è il turno della Cina di sedere da protagonista al tavolo dei grandi. Pero' senza confondere la crescita economica con la negazione del dissenso e l'oppressione del Tibet. Sul tappeto verde c’è la sorte della democrazia nel mondo che non si baratta per un pugno di dollari. Al vertice Obama - Hu Jintao la tutela dei diritti umani, promossi a valore universale, sono quindi stati, malgrado l'irritazione di Pechino, il tema centrale dei colloqui tra i due leader piu’ potenti del mondo. E’ il prezzo che il piccolo imperatore dagli occhi gelidi è stato chiamato a pagare per essere ammesso nel salotto buono. E va bene cosi’.

COLIBRÌ - In un paese in cui c’è poco da stare allegri, a volte dal marasma spunta uno scampolo di buon umore. E’ successo quando i quotidiani di famiglia, convinti di glorificare il lato ecologico-animalista del padrone, scrissero che Silvio era riuscito a salvare - testuale - il suo uccello preferito. Inmmaginatevi le risate.  In verità si trattatava di un colibri di cui si era invaghita un’esponente del governo dalla fiammeggiante chioma rossa. Ma l’equivoco non poteva passare indenne tra le maglie dei doppi sensi. Ne è seguita una raffica di battute che visto lo squallore dell’argomento ha evidenziato quanto sia caduta in basso la qualità del dibattito intellettuale.