mercoledì 1 aprile 2015

Andalusia, o cara

di Renzo Balmelli 

 

RETORICA. Poteva essere incoraggiante la notizia che in Francia l'estrema destra non è riuscita a sfondare nella misura prevista dai sondaggi. Poteva, ma così non è stato, perché Sarkozy, che sogna l'Eliseo perso con gli scandali, ha dato l'impressione di frenare la marea nera usando tuttavia le sue stesse armi. La qualcosa equivale a sdoganare lo schieramento della Le Pen e la sua rozza retorica xenofoba e anti europea. Per uscire dalla crisi, nell'attuale congiuntura e il voto di protesta in crescita, serve un progetto alternativo in grado di contrastare le paure, un progetto che solo la Gauche è in grado di offrire se tornerà a essere in buona salute. Magari con una iniezione di fiducia sul modello dell'Andalusia dove si è rinfrancata la consapevolezza che il socialismo è un'idea che non muore.

 

PROTERVIA. A furia di considerarla una battuta al limite del ridicolo, ha trovato scarsa eco la minaccia evocata da Putin quando ha rivelato di essere pronto a utilizzare le armi nucleari in Crimea. La faccenda pareva incredibile, mentre invece, sotto, sotto, una affermazione tanto grave, seppure rimasta nel cassetto, evidenziava con quanta disinvoltura il leader del Cremlino lasciava libero sfogo alla protervia dell'uomo forte dotato di " attributi" e in grado di esercitare una forte attrazione soprattutto in vasti segmenti dell'elettorato di destra. Ignorare cosa significhi utilizzare gli ordigni nucleari o anche soltanto evocarne l'ipotesi è un tema sul quale non è permesso scherzare. A meno di non essere un novello Dottor Stranamore nella vaneggiante, ma non troppo, parodia di Stanley Kubrick.

 

CINA. Chissà che cosa ci troverebbe da dire Marco Polo a proposito della Cina sempre più vicina. Attraverso una chiave di lettura raffazzonata dei corsi e ricorsi storici, la Pirelli in salsa cinese che tanto sta facendo discutere, potrebbe essere reinterpretata come Il Milione alla rovescia, nel solco dell'opera composta più di settecento anni fa dall'ambasciatore della Repubblica di Venezia nel paese cui diede il nome di "Catai". Ai suoi tempi lo scrittore e mercante italiano non conosceva ancora la globalizzazione, di cui fu a sua insaputa un precursore, mentre oggi i registi cinesi della campagna acquisti del Made in Italy, prosecutori con altri mezzi della lunga marcia di Mao, si muovono con la massima disinvoltura in tutti i campi al punto da far nascere una domanda: quanta Italia è già cinese?

 

DESTINO. Se è vero che quello che in America chiamano il giornalismo "gonzo", ovvero un particolare stile di scrittura che in nome del "castigat ridendo mores" non la manda a dire a nessuno, bisogna riconoscere che la trasmissione di RAI3 "Gazebo" coglie perfettamente nel segno. Grazie al suo sguardo ironico, il programma racconta le vicende della politica italiana senza fare sconti e con un corredo iconografico che non lascia spazio alle speculazioni. L'altra sera è andato in onda un servizio sulle Vele di Scampia, uno scempio architettonico diventato tristemente famoso come l'emblema di uno dei quartieri più degradati e problematici di Napoli., che ha tolto il fiato. Oggi ancora questo paradiso della droga sembra incapace di sfuggire al proprio destino indegno di un Paese civile.

 

IPOTESI. Mentre non si è ancora spenta l'eco dolorosa per la strage di Tunisi, si viene a sapere che è stata smantellata una cellula di estremisti islamici operanti tra l'Italia e i Balcani. Aveva il compito di reclutare e formare guerriglieri per il Califfato. Se per somma sventura si configurasse l'ipotesi del terrorismo nella sciagura aerea della Germanwings, ipotesi finora smentita, ci troveremmo di fronte  a uno scenario ancor più inquietante nell'escalation del fondamentalismo sanguinario. Da un altro punto di vista, fonti autorevoli come il settimanale "Economist" asseriscono invece che il l'Isis sta subendo le prime grandi sconfitte: dopo i raid aerei sui pozzi controllati dal gruppo sono calati gli introiti generati dalla vendita illegale di   petrolio  e sono esplose le faide interne, sempre meno controllabili. Ma ciò non significa che l'offensiva terrorista sparirà in tempi brevi. Perciò la guardia resta alta e in questo senso va intesa la presenza contemporanea di tre capi di governo (Hollande, Merkel e Rajoy) sul luogo delle tragedia. Il loro è stato un gesto fortemente simbolico che oltre a essere una manifestazione di solidarietà e di cordoglio, va inteso come  l'eloquente risposta dell'Europa unita alla strategia della paura e l'espressione della ferma volontà di non cedere ai ricatti.